Apolide Errante

I pochi lettori di questo blog dovrebbero già sapere che il sottoscritto è un siculiano DOCGeP di Palermo capitale emigrato nel capoluogo meneghino per correr dietro ad uno stipendio certo; come direbbe mia madre: “nella pignata ci devo calare la pasta e non i complimenti o i crediti verso i datori di lavoro”.
Da buon terronese il periodo di ferie spesso coincide con un ritorno nella terra natìa a trovar madre, suoceri, a far visite ai parenti, giro dagli amici etc… ciò comporta una dose addizionale di stress che fa trasformare la vacanza in una continua organizzazione di  cose da fare per accontentare tutti.
A questo stress, vanno aggiunte tutte quelle cose che si son sopportate per trent’anni come fossero piume e che all’improvviso la distanza ha reso insostenibili nella loro pesantezza:

  • il palermitano si lamenta sempre
  • la sporcizia delle strade del capuluogo
  • lo snobismo del palermitano: “Si ma vuoi mettere NewYork con Palermo…”
  • l’autoreferenzialità del palermitano: “Si infatti, io… , io… perchè io…”
  • chi lavora per il servizio pubblico ti sta facendo un favore
  • motorini dappertutto: sulle strisce pedonali, nei marciapiedi, controsenso
  • il gelato? buono ma non si vive sugli allori. A Milano è buonissimo, forse anche più: Grom, Sartori…
  • il lassismo generalizzato sui luoghi di lavoro

Ma come ho fatto a vivere tutto questo qui? Si, il mare è splendido, la città si trova in un posto meraviglioso: circondata dalle colline e sbocca sul mare, protetta a Nord dal Monte Pellegrino, con una spiaggia come Mondello appena dietro la città. Ma tanto ? Chi ci andava al mare ? Preso come ero dal lavoro? E poi il lavoro!  Il lavoro concepito né come un diritto né come un dovere, ma come un favore: io ti faccio lavorare vuoi anche lo stipendio? Se ho soldi te li do. Ma ricordati di ringraziarmi ogni giorno per la possibilità che ti offro.

Con la morte del cuore, lo devo ammettere: Palermo non è più la mia città.

Ma queste, ormai, son storie vecchie, superate, non ci abito più. Il pensiero,  liberatorio, di lasciarmi queste cose alle spalle mi accompagna sulla scaletta dell’aereo e mi aiuta a smaltire lo stress accumulato in pochi giorni.

Fasten seat belt… Individuate le uscite più vicine a voi…  Rullaggio… Decollo…

Guardo dall’oblò dell’aereo, vedo lo splendido panorama di Punta Raisi, le scogliere di Terrasini, la spiaggia di Cinisi, una sconfinata distesa di mare; ecco che inevitabile, arriva la saudade.  Una terra splendida, favolosa nelle sue contraddizioni. Già mi manca.

Atterraggio… Navetta… Auto… Milano…

Il grigiore, la gente nervosa, la mancanza di montagne e di mare,i colori sbiaditi, non vivaci,  gli odori, la solitudine.

Ma che ci faccio a Milano? Una città dove tutto funziona, dove lavora gente in gambissima, dove tutto è vicino, dove hai la percezione di essere nel centro  di ciò che capita in Italia. Mille cose da fare la sera, la Milano da bere, l’happy hour, le sfilate di moda, la pizza buonissima, la “Mètro”, i Tram, San Siro, i Concerti, le sale Multicinema, l’Hamburger e i Kebab.

Certo, se devi andare al mare, devi pensare al da farsi il martedì e tenere sotto controllo il meteo tutta la settimana, partendo il sabato alla 7 del mattino rassegnandoti a 4 ore di autostrada, ma ci sono anche i laghi, se ci si organizza si può fare tutto.

Ma mi manca il Pane con la milza, le stigghiola, panelle e crocchè,  la vucciria, la spiaggia di mondello, le passeggiate invernali per il centro e sul mare, Monte Pellegrino e le campagne di Giacalone e Belmonte, i canti delle cicale anche d’autunno, gli odori di zàgara, gelsomino, frittura e carne arrostita in mezzo alla strada. Questo è il motivo per il quale i siciliani trapantiati al nord  (soprattutto  palermitani), tormentano milanesi  e in generale la gente del nord con il loro monotematicismo riguardo la bellezza di ciò che è rimasto “giù”. Questo è il motivo per il quale gente insospettabile che detestava il calcio, si ritrova ad essere tifoso sfegatato della squadra della propria città.

Mi manca Palermo. Milano, non è la mia città.

Ed eccomi qui , pregno di  malinconia, tristezza, arrabbiatura e senza punti di riferimento, che trova nel viaggio, forse, la sua giusta dimensione. Errante di nome e di fatto, orgoglioso delle sue origini panormite, ma senza reale dimora:

Apolide Errante.

15 Risposte a “Apolide Errante”

  1. Monica  on ottobre 11th, 2009

    Ti capisco perfettamente.
    Io sono di Catania ma qui a Bologna dove vivo non mi sento a casa ma quando scendo giù non vedo l’ora di andarmene.

    Monica

  2. fabiola  on ottobre 11th, 2009

    E’ una ruota che gira, ieri a te domani a me….la ns non è una sconfitta, giorno dopo giorno combattiamo per tutto quello che a palermo non hanno mai voluto darci.Si è vero la terra ti manca, il panino con la milza, mondello, monte pellegrino….ma nn si vive solo di passeggiate e nà pignata chi ci miettu?Sono 12 anni che vivo in Toscana, ho una posizione, ho amici ,ho divertimenti, ho casa…..ho tutto quello che la sicilia non mi ha mai dato………anzi scusa i siciliani….la mia terra non si tocca.

  3. Vincenzo Errante  on ottobre 11th, 2009

    Infatti Fabiola, spesso commentando dico: “Palermo è bellissima, i palermitani un po’ meno”

  4. personality  on ottobre 11th, 2009

    Non potevi fare un’analisi più dettagliata e puntuale di ciò che si prova e di ciò che si vive andando in questa tanto amata/odiata Milano, alla quale dai l’anima lavorativamente parlando e nella quale resti ” un extracomunitario”……..sei uno senza storia, non hai una rete, nessun punto di riferimento ….solo una grande folla, anche tu sei nella folla, sei meno che un numero, per questo dovremmo pensare a restare nella nostra amata/struggente/odiata Palermo, e lì che dovremmo concentrare la nostra creatività per inventarci un lavoro senza farci schiavizzare da un nord che ci depaupera di quanto abbiamo di più bello, la nostra gioventù………………

  5. Emanuele Manco  on ottobre 11th, 2009

    Che dire? Che sottoscrivo in pieno tutto?
    Aggiungo che purtroppo è meglio stare qui, dove spendo tutto quello che guadagno, che a Palermo, dove NON spendevo quello che NON guadagnavo.

  6. Aurora®  on ottobre 12th, 2009

    “Siciliana a Milano e Milanese in Sicilia”. Questo il mio compromesso, questa la mia identità. E il bello è poter prendere il meglio di ogni luogo, ogni volta, quando ci vai e quando lo (ri)vivi, apprezzandolo ogni volta di più rispetto a chi ci vive sempre o c’è (passivamente) nato. Come sempre la virtù sta nel mezzo e nella scelta che confermi ogni giorno (e nei continui viaggi..ovvio!) ;)

  7. fabiola  on ottobre 14th, 2009

    Ragazzi, la realtà ormai è evidente, facciamo parte di un mondo che non ci appartiene, ma che non abbiamo scelta nel restare.Se avessimo avuto una solo possibilità, saremmo rimasti nella ns terra, che comunque vada resterà sempre ns.Ma ricordatevi una cosa, la gente cambia, noi cambiamo e se domani, tra una settimana, tra un mese, decidessimo di tornare in sicilia non troveremmo mai tutto quello che abbiamo lasciato.Allora sapete che ti dico, io resto ho cominciato un percorso di vita, la mia vita è la voglio continuare………comnuque vada

  8. Vincenzo Errante  on ottobre 14th, 2009

    Io vorrei cambiare destinazione, possibilmente Spagna: Barcelona o Valencia

  9. fabiola  on ottobre 17th, 2009

    Ti assicuro che non cambierebbe niente, magari poco.Barcellona è invivibile te lo posso assicurare, l’ho vissuta x una settimana e volevo scappare…peggio di palermo.Il problema è che non si scappa dalla realtà, cosa fai cambi posto e poi’? ti tocca ricominciare da o…..conviene?un giorno chissà, forse le cose x la sicilia cambieranno………personalmente nn m’importa ….la mia vita è ricominciata in toscana e li resta……..e cmq sono punti di vista, no.

  10. Valentina  on ottobre 21st, 2009

    io..sn una 35enne palermitana che quasi un anno fa si e’trasferita a Parma..Anche a me capita spesso ogni volta ke posso a Pa e quest’estate giuro ke nn sarei piu’voluta andar via.A me manka moltissimo la mia citta’…e non mi trovo affatto bene in questa nuova citta’ ke non sento ne’voglio sentire mia.Mi manca tutto della mia terra…e mi mankano anke i palermitani gente calorosa disponibile e soprattutto sempre pronta ad aiutare chiunque.
    non so quanto riuscir’ankora a vivere a Pr…ma se solo avessi una buona opportunita’ per potere ritornare a Pa non esiterei neanke un momento!

  11. ladylink  on ottobre 25th, 2009

    idem… vivo negli stati uniti e sono di roma… credo che porterò questo stato d’animo sempre con me, non riuscirò a farmene una ragione, ma va bene così…

  12. ladylink  on ottobre 25th, 2009

    dimenticavo… barcellona è stupenda… ci ho vissuto due anni… la città per eccellenza!!!!!!!!!!!!!

  13. Vinz486  on ottobre 27th, 2009

    Riferito ad una zona diversa del sud Italia, è lo stesso anche per me.

    Quando sento il bisogno di tornare “a casa” perchè stanco o stufo, ecco… casa è a Milano, perchè la mia vita è a Milano.

  14. ssalvow  on gennaio 3rd, 2010

    ciao VINCIO !!!! come ti capisco !!! mi hi fatto rivivere le stesse sensazioni / emozioni e lo stesso stao d’animo.. di qualche anno fa quando stavo io a MILANO. mamma mia…. se ci ripenso… hai descritto perfettamente l’arrivo a PA e la partenza da PA verso MI….
    il rientro a MI era tristissimo…. e prima di riabituarmi al clima milanese passavano 2 o 3 giorni… e tutto ritornava come prima.
    hai ragione MILANO ha tutto…. ma non t’assiddiare…è vero che PALERMO non è al centro dell’europa, ma è al centro del cuore di noi palermitani !!!!! amo palermo e non la cambierei con nessuna città !! Spero che tu possa rientrare definitivamente qui a PALERMO e lavorare qui !!
    ….caro VINCIO sono cmq contento di avere lavorato con te !! da uno come te si può solo imparare… e mi ricordo nella vecchia società (fuscus&company) … quante cose mi hai insegnato….. e dei tuoi insegnamenti ne ho fatto tesoro !!!!!!!!!
    ps.
    penso di aver capito da dove nasce la constatazione che il lavoro è concepito come un FAVORE….. forse nell società di cui parlavo prima??? ;-))))))))))))))))))))) sei mitico grande vincio !!!
    il tuo ex collega ma anche tuo grande amico palermitano SALVO detto A. Rimondi !;-)))

  15. Francesca Tramacere  on febbraio 26th, 2010

    Bellissimo post… Sigh! Mi ci ritrovo “con la morte nel cuore” di chi decolla staccando sul mare…vede il sole per tutto il viaggio e poi? Per atterrare deve tuffarsi fra le nuvole e spesso sotto piove…. Ma la mia “casa” è qui. Questo è ciò che sò!


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