#veneziacamp2009
Caro lettore del mio blog, devi sapere che sono stato due giorni al VeneziaCamp. (allegro)
“Ecchissenefrega!”
Lo So. Ma se sei finito qui, vuol dire che ti interessa, insomma non sei credibile! Invece, ti interessa eccome, magari speri che ti dica delle cose carine, che sei bello, che ho sentito quello che hai detto e che sei stato interessante. (sardonico)
“YAWN, no non è vero, mi interessano le tue opinioni su tutto”
E vabbé, io non me la bevo e comunque per metterti alla prova ti dico subito che non farò uno straccio di nome, anzi, ne farò solo uno e alla fine e sicuramente non sarai tu (linguaccia).
“Sai che ti dico? Sei proprio snob ed hai un ego spropositato!” SBAM!
Ecco, ora che abbiamo cacciato l’egoblogger lettore, siamo rimasti solo io e te mio caro blog e quindi voglio raccontarti questi due giorni per scolpire le sensazioni che sono ancora vive in me in questo momento prima che si perdano, accettando il rischio di esprimerle in modo disarticolato.
Welcome to Venice (nervosetto)
Treno Puntualissimo Milano-Venezia delle 06.35, peccato che si ferma a Mestre e bisogna prendere il locale per lo sciopero dei mezzi di trasporto che straripante di esserini zippati, arriva alle 09:20 a Venezia S.L. Uggiosità temporale e pioggerellina fanno da corredo al tutto. Compro piantina di venezia (2 euri) e mi incammino verso l’Arsenale. Mizzica, dall’altro lato di Venezia. E si cammina (passo rapido). Ero in ritardo ed ho provato a ignorarla. Ma non puoi. Non puoi ignorare questa splendida cittadina. Il ragazzo delle consegne del pane con il carrello che attraversa i ponti, la gente in bastone, i turisti, tutto scorre né lento né veloce. Scorre. Son tentato di fermarmi a guardare, ma devo raggiungere l’Arsenale. Un’ora di camminata dopo essermi perso (non so quanto involontariamente) fra le calle veneziane, raggiungo un manipolo di blogger erranti che cercavano anch’essi l’ingresso del luogo. Veniamo salvati da “uno che sa la strada e viene con noi” raggiungiamo la destinazione.
L’Arsenale (trepidante)
Si entra da un buco in un muro. Parliamone. Non era una porta e se lo era è stata improvvisata. Cataste di legno, mattoni. Cos’è? Una fabbrica dismessa? Il posto inizialmente ti colpisce negativamente, poi ti piace. Te ne innamori. Ampi, ampissimi spazi di questa antichissima industria veneziana, apparentemente desolata ma fantasticamente riempita. Il contrasto fra la struttura antica, i muri e i mordenissimi monitor, microfoni, laptop e smartphone è stupendo. Mi registro, con trepidazione e curiosità per ciò che succederà.
Il Facebook Garage (orgasmico)
Il motivo per il quale son venuto al VeneziaCamp è fondamentalmente questo: Parteciparvi. Io sviluppo applicazioni web, e in particolare, applicazioni sociali e in particolare applicazioni per Facebook. E’ il posto dove avrei voluto essere. Ed eccomi qua. Ci sono. Felice come un bambino (ma anche come una persona grande) perso in una fabbrica di cioccolato. Aspetto gaudente tutti gli interventi. Non me ne perdo uno. Strimmo (ahem, faccio il live digitato su FriendFeed) gli appunti online e imparo alcuni trucchi di sviluppo molto interessanti. Idem, un sacco di idee su ciò che si può fare dal punto di vista economico della monetizzazione. WOW. Prendo/scambio biglietti da visita/contatti. Ma in verità, vuoi per timidezza, vuoi per mancanza di tempo e la poca concentrazione su questo punto, non mi dò (sbagliando clamorosamente) molto da fare per cercare contatti lavorativi.
Spritz rulez (alticcio)
Lo Spritz è Venezia. Non può essere altrimenti. Faccio outing: pur vivendo da quasi 5 anni a Milano non ho mai mai preso uno Spritz. Non “faccio l’aperitivo”, non appartiene alla mia cultura mangereccia palermitana. Non lo capisco.
A Venezia è diverso. Lo Spritz non è un “aperitivo”. Condannati (o meglio, felicemente costretti) a camminare per la città per raggiungere una destinazione, lo spritz non è altro che la pausa , il ristoro, necessario durante una lunga camminata per riprendersi. Ci si ferma, si fa “benzina” e si prosegue. Tutti insieme. A piedi. In comitiva. Fantastico. Lo Spritz non è una bevanda, non è un aperitivo, è un evento che succede solo a Venezia. E io l’ho vissuto. All’Aperol, al Campari, al Select, al Cynar!
Pizza all’addiaccio (infreddolito)
Venerdì sera. Pioggia. Fresco (10 gradi? Forse meno). Si mangia fuori. Fuori?. Avevo il berretto, anzi , il “passamontagna” calato sulla testa infreddolito mani sotto le cosce in attesa della pizza a dimenarmi avanti e indietro neanche avessi il parkinson. Due commensali si stavano letteralmente bagnando e quindi chiedono di spostarsi in un tavolo che nel frattempo si era liberato. Il cameriere: “non c’è problema, anzi uniamo i tavoli”. Egli, poco avvezzo alla geometria (e anche al tetris direi) aggiunge un tavolo a quelli presenti e li riorganizza. Bene, riesce nella improba impresa di aggiungere un tavolo e togliere 2 posti al totale. Ergo i due di cui sopra sono costretti ad entrare dentro. Io mi sono offerto volontario per non lasciarli soli (caldo, inizio a vivere!). Buona la Pizza, anzi ottima. Buona la compagnia, anzi ottima. Buone le grappe e gli amari.
Il BarCamp (sorprendente)
Sabato. Il giorno del barcamp. Arrivano tanti blogger, molti solo per incontrare altri. Vengo piacevolmente rapito dalla giornalista del Corriere che mi chiede info sul facebook garage del giorno prima. Le racconto tanto, molto, troppo, tant’è che alla fine le racconto la mia visione della blogosfera, chi scrive e di cosa: “Vedi tutti questi blogger qui? Hanno tutti inevitabilmente un’ego, una personalità forte. Ma nono solo solo scrittori. Sono, siamo soprattutto lettori. Il confronto è bello. E questa è un’occasione per vedersi e parlarsi di presenza, aggiungendo la relazione umana di presenza fisica a quella già presente realmente nei social network e su FriendFeed in particolare. E poi, questi blogger hanno qualcosa da dire, ognuno ha una storia da raccontare, e la racconta. Chi bene e chi male, chi reale e chi fantasiosa, Ma c’è una storia“. Seguo i diversi interventi ma c’è anche la voglia di conoscere e vedere persone con le quali si interloquisce quotidianamente sui socialnetwork.
Il Cazzeggio (curioso)
Definire cazzeggio questi momenti, non rende l’idea, in quanto c’è la voglia di conoscere tante, tantissime persone, scambiarsi informazioni, contatti. Insomma, tante piacevolissime conoscenze. Poi il poken! Molti non sapevano usarlo e, taaac.. arriva il Vincio a risolvere il problema ed a provarlo col suo (lo sverginapoken!). Cazzeggio, Bar, Speech, Domande, Risposte, Stream online su Friendfeed, correre da una parte all’altra, bello bellissimo. Alla fine ho fatto troppo poco “networking” ovvero avrei voluto chiedere, parlare con tante (troppe) persone. Pazienza. Ci si rivede sui socialcosi.
L’arsenale col sole (sognante)
Sabato pomeriggio è uscito il sole. E l’arsenale ha mostrato tutta la sua straordinaria bellezza. I contrasti dei colori. Una casetta in mezzo alla laguna. I capannoni antichi dismessi. Gli squarci di luce entro le feritoie dei capannoni che fanno giochi di coloti spettacolari. E la biennale sullo sfondo. Straordinario
Il ritorno allo spritz (malinconico)
Dall’arsenale a Venezia S.L. Si torna a casa. Con malinconia per quanto sia durato poco l’evento, quanto poco abbia detto e fatto. La percezione è di star partendo troppo presto del resto il camp finisce domenica. Ma la malinconia sale durante il tragitto di ritorno condito da due spritz (accompagnati da baccalà mantecato e calamari fritti) che ti prende anche per la sensazione di non esserti goduto una delle città più belle del mondo.
conclusioni (contento)
Nomi non ne ho voluto fare, ma ho conosciuto e incontrato persone fantastiche in un evento organizzato benissimo in una location straordinaria all’interno di una città meravigliosa. Non mi vengono più aggettivi.
Le persone, le cose, i dettagli, i miei scritti e altre mie emozioni vissute prima, durante e dopo si posson leggere direttamente da FriendFeed: #veneziacamp2009 by Vincio su FriendFeed
10 Risposte a “#veneziacamp2009”
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fatacarabina on ottobre 26th, 2009
conoscerti è stato bello, sei come ti immaginavo
Andrea Contino on ottobre 26th, 2009
Sei entrato come aberrante, sei uscito come GURU DI FACEBOOK!!
E’ stato un vero piacere conoscerti Vincio!!!!!!! Fozza Palemmooooo
catepol on ottobre 26th, 2009
m’hai sverginato un poken, m’hai segnalato alla giornalista e son finita sul corriere…che dire? grazie. Son davvero contenta di averti conosciuto e d’aver tra le altre cose cazzeggiato con un facebook guru di tale portata
Vincio on ottobre 26th, 2009
Inutile dire che è stato bello e interessante conoscervi, soprattutto per quello che mi avete dato in termini di rapporto umano voi e tutti gli altri. Avrei voluto passare tutto l’evento con ognuno di voi e di tanti altri come compagno/a di viaggio per conoscerci meglio. Ma è, ovviamente, impossibile. Mi accontento di questi scorci.
Alla prossima
Andrea Casadei on ottobre 26th, 2009
vincio: abbaracciamoci…
non so come altro dire la commozione a leggere questo tuo post…
Gianluigi Cogo on ottobre 26th, 2009
gigicogo (commosso)
Michele on ottobre 26th, 2009
Ciao superVincio: molto divertente conoscerti e ancor di più spriztettare..io aperol, tu? aperol, campari, select, cynar…anzi, com’era il claim del secolo???
poi questo post conferma la tua…mmm…genuinità!
a presto
Sabina Gaggio on ottobre 26th, 2009
Volevo farti i miei complimenti. Hai colto l’essenza di Venezia in due giorni, non è da molti. C’ero anch’io sabato e mi dispiace non averti incocciato
Sabina Gaggio on ottobre 26th, 2009
Gervasio Barbato on ottobre 27th, 2009
ciao caro vincio ci si vede a milano !