Viadelcamp e bilanci
Ci ho pensato un po’ prima di decidermi a scrivere questo post.
E’ che non volevo scrivere il solito post trepidante di ringraziamento.
Non che non sia stato trepidante né che gli organizzatori non si meritino il ringraziamento.
Anzi.
Vabbé, almeno il ringraziamento lo faccio. È il minimo:
Grazie a Mitì, Blimunda, Confuso & Co. per l’organizzazione del Viadelcamp. Abbiamo mangiato bene, abbiamo svinazzato bene, le indicazioni erano perfette, i carruggi bellissimi e ci avete pure fatto trovare il sole. Grazie!
Detto ciò, il Viadelcamp mi giunge a fagiuolo per poter fare un bilancio. Un bilancio di vita da socialnetworker. E’ quasi un anno che partecipo ai cosiddetticamp o più in generale agli eventi “social”: Garage, FFlunch, GGD, BlogFest e BarCamp vari.
Che, alla fine, sono quasi sempre un ritrovo delle solite faccie e di qualche faccia nuova.
Mi piace partecipare.
All’inizio pensavo che fosse solo un modo per instaurare relazioni utili per la mia professione. Fare le “conoscenze” in un mondo (il tanto inflazionato Web Due Punto Zero ) sempre vicino al mio lavoro ma mai al centro di esso.
Col tempo il fattore umano ha avuto la meglio.
Non tanto per l’inutilità dei rapporti pseudo-lavorativi, quanto perché scopro alla tenera età di trentasette anni quanto mi piaccia conoscere le persone. Che sia perché le persone che ho conosciuto in questi contesti hanno molto da dire e da dare o che, più banalmente, sto andando in là con l’età e sono più interessato ai valori umani.
Questa cosa non implica che tutti sono simpatici o bellissimi o quellochevoletevoissimi, semplicemente che tutti (ma proprio tutti) sono interessanti. Sono persone da sedercisi accanto cui chiedere di tutto e parlare e discutere, e parlare e discutere… Ecco cosa mi sarebbe piaciuto fare: Passare l’intera giornata accanto ad ognuno dei partecipanti per capire le sue emozioni, per chiaccherare, per scambiare opinioni, per ascoltare. Suona da pensionato rincoglionito, ma lo spirito che ho avuto era questo.
Ecco perché non riesco a comprendere chi non partecipa ad eventi come questo trincerandosi dietro il fatto che se si è in tanti è troppo dispersivo o sul fatto che tanto ci si conosce già. Ma una cena in pizzeria in venti persone è davvero meno dispersiva? Ma davvero ci si conosce così tanto?
Dice Shannafra che sono un “collezionista”. Un collezionista di persone.
Mi sa che ha proprio ragione.
Sono onnivoro della conoscenza dei partecipanti. Di tutti i partecipanti. Dal più illustre all’ultimo arrivato. Tutti hanno qualcosa da dare. Vorrei proprio ma proprio conoscervi tutti. Anche quelli che non ho salutato per distrazione o (sembra incredibile per chi non mi conosce bene, ma è così) per timidezza.
Quindi altri dieci, cento, mille camp. Anche e solo per conoscere nuove persone. Nuovi sorrisi. Nuove sensazioni.
Troppo Sognante?
[ Qui le foto del ViadelCamp 2010 su Flickr ]
15 Risposte a “Viadelcamp e bilanci”
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Encrenoire on maggio 11th, 2010
Vincio m’ascinne la lacrimuccia!!!
Elenucci on maggio 11th, 2010
Ecco il post che stavo per scrivere. Io il social internet lo uso esclusivamente per conoscere le persone. Perché sono interessata a scoprire le milioni di piccole sfumature che differenziano le emozioni che proviamo tutti. Perché come dici tu, tutti sono interessanti nel bene e nel male, tutti hanno qualcosa da dire, giusta o sbagliata. A me piace osservare, ascoltare e sentire. Piacciono i sorrisi e gli sguardi. Io mi son seduta con persone che non conoscevo e sicuramente il tempo non è mai sabbastanza, ma torno sempre a casa con qualcosa in più! Alla prossima ci sediamo a chiacchierare!
maura on maggio 11th, 2010
queste parole te le rubo, posso? non è troppo sognante. E se anche lo fosse…saremmo in tanti sai? abbastanza per una bella chiacchierata al prossimo camp
Vincenzo Errante on maggio 11th, 2010
Dicevo con Molengai che occorrerebbe fare una specie di girone all’italiana (un round robin) in cui tutti parlano con tutti, ci si presenta e si chiacchera. Ma riflettevo sul fatto che se stai solo 5 minuti con ogni persona per 127 persone fanno oltre 10 ore
Lo so che è impossibile, ma la prossima volta mi impegnerò a parlare meno con chi vedo spesso e di più con chi vedo meno.
Blimunda on maggio 11th, 2010
Ma che bel post!
caramellamenta - Emma on maggio 11th, 2010
E’ proprio un bel post e descrive alla perfezione il perché io apprezzi così tanto frequentare eventi di questo genere. Mi piace scoprire che altre persone la pensano come me. Ciao
MademoiselleAnne on maggio 11th, 2010
Ciao,
io onestamente sostengo da anni che di solito i partecipanti ai vari Camp sono in cerca di riconoscimento sociale, di possibilità di conoscere guest ed entrare in contatto con determinati ambienti.
Sfido a trovare tutta la genuinità di cui parli tu, ma sono pronta a lasciarmi smentire:)
Per la cronaca, io ai BarCamp non partecipo per scelta, non frequento cricche nè combriccole di noti e meno noti del Web ma per quello di Genova, anche solo per mangiare il pesto serio, avrei fatto un’eccezione se non fossi stata a Roma!
Vincenzo Errante on maggio 11th, 2010
MadamoiselleAnne quello da te citato (entrare in contatto con determinati ambienti) è stato proprio il mio approccio all’inizio e l’ho pure scritto.
Col tempo questo approccio l’ho messo da parte, anche se mi sarebbe tuttora molto ultile, proprio perché è subentrata la mera curiosità di conoscere tutte queste persone, sia i guest che i niubbi dell’ultim’ora.
Quello che ti chiedo è: Perché scegli di non partecipare ai camp? Il fatto che non frequenti combriccole è proprio un ottimo motivo, dal mio punto di vista, per parteciparvi.
Sono curioso:)
MademoiselleAnne on maggio 11th, 2010
@Vincenzo: curiosità che cerco di toglierti subito.
Credo che ci si possa frequentare oltre i Camp: se voglio che la mia amicizia virtuale diventi reale faccio in modo di organizzare incontri, uscite, aperitivi con la persona/le persone che voglio frequentare.
Un Camp presuppone la presenza di tantissime persone con le quali si scambiano frasi di circostanza e la cui conoscenza resta superficiale e soprattutto inutile.
A meno che non si voglia finire su tutte le foto di Flickr, avere i tumblr, i FF e i FB di tutti per allargare la propria rete e farci scappare un bel po’ di sana pubblicità che rende conosciuti=appetibili non vedo l’utilità di partecipare a Camp di vario tipo.
Ripeto: se voglio frequentare qualcuno fuori dalla Rete lo faccio a prescindere dai Camp. Non metto foto, non metto tag, non aggiungo followers e following a caso, non mi rendo necessariamente riconoscibile per farmi notare.
Dammi pure della snob, sono pronta per carità ^_^ ma ritengo tutto questo mondo fatto di camp e similari esattamente come lo sbandierare a destra e a manca le proprie prodezze sui vari social network. Che, proprio per lo stesso motivo, uso a scopi professionali e di confronto oppure per tenermi in contatto con gli amici.
Elenucci on maggio 11th, 2010
Della comunicazione non so nulla, non mi serve per il mio lavoro, non saprei che farmene della notorietà, ma poi dov’è la notorietà, quali ambienti? Ho conosciuto persone con cui parlo, esco, bevo, mangio, ascolto, mi diverto e non ho ancora capito, oppure non ho chiesto, che lavoro fanno, voglio arricchirmi umanamente e capire il perché sempre e ovunque ci debba esser un secondo fine; anche nel caso facessi lo stesso lavoro, internet è comunque un modo per conoscere persone, per il semplice fatto che siamo esseri sociali. Io a Genova mi son divertita, ho scelto di sedermi dove capitava, sapevo ci sarebbe stata molta gente che leggo su ff, quale occasione migliore? Ci sarà anche qualcuno che ci va per motivi suoi e se così fosse non ci vedo comunque nulla di male, ma io non sono l’unica a viverla semplicemente per quel che è: un’occasione di vita.
Indomabile on maggio 11th, 2010
quoto in tutto e per tutto. ché fare il “collezionista” non è solo la curiosità di conoscere, ma il potersi rapportare e confrontare con persone, menti, anime così differenti dalla nostra. vuoi per cultura educativa, morale, sociale o per età e per status. è un bel confrontarsi, un bel apprendere. saperlo fare è un arricchimento
Francesca Tramacere on maggio 11th, 2010
Mi aggiungo alla lista …”che bel post vincio”!
Guarda, sta spuntando il sole « Sindrome di Snoopy on maggio 14th, 2010
[...] sono l’ultima a scrivere, e infatti non scriverò ma prenderò in prestito le parole di Vincio, di Dania e di Mitì, sperando che non me ne vogliano. E come la fotopasseggiata di Libertà [...]
Samuele on maggio 19th, 2010
Quindi ci vediamo al WordCamp 2010?
Mobys on maggio 22nd, 2010
Essere “collezionista di persone” (ma non delle loro ossa… :D), è una cosa bellissima e che ti fa onore. Mi dispiace solo che tu rappresenti forse l’ultimo dei Mohicani. Dietro a mille scuse perlopiù patetiche (non mi riferisco alla Madama di cui sopra, la quale scrive cose condivisibili), si nasconde tanta ipocrisia e superficialità. C’è gente che, presa dalla gran voglia di protagonismo, trova più giusto scrivere un post sulle margheritine piuttosto che rispondere ad una email. Se i “camp” rappresentano una parentesi felice, dal punto di vista della VERA Socializzazione, allora W i Camp, ma soprattutto W i Vincio che si sforzano di fare due chiacchiere con più persone possibili (mentre il clichè prevede che, dopo 30 secondi, si è già annoiati, forse perchè, come dice la genovese qui sopra, in fondo, non abbiamo nulla da dirci o comunque siamo più diversi di quanto un social network qualsiasi voglia farci immaginare).
Io non vedo, ahime, voglia di condividere qualcosa, piuttosto quella di salire su un piedistallo. Il problema non riguarda internet ma è generale, solo che, dal web, c’è gente come me che si aspetterebbe, o meglio, si aspettava, qualcosina in più, solo che ha incontrato pochi Vincio e … tante merde.