Cuore Rosanero
Nel Marzo di quest’ anno scrivevo:
Sono bello sono sano mamma mi ha fatto palermitano.
Sono da sempre un tifoso del palermo. Il Palermo calcio. Ho vissuto la mia infanzia di tifoso con la squadra che rimbalzava fra serie B e Serie C1. Poi la radiazione. Un anno senza calcio. La rinascita, il nuovo pingpong B-C1. Zamparini. La Serie A.
In questi anni capitava saltuariamente che andassi allo stadio e mai che andassi a una trasferta della squadra. Poi il trasferimento a Milano.
Ecco che, all’improvviso, avviene la trasformazione di un tiepido tifoso del Palermo in un caldissimo supporter della squadra rosanero, quasi un ultra’. A seguire tutte le trasferte “possibili”: della squadra: Inter, Milan, Juventus, Chievo, Sampdoria, Genoa, Parma, Bologna. Addirittura fino a Roma. Essere costantemente informato delle vicende di Miccoli e compagni.
Questa è una cosa comune a tutti gli “emigranti”. La mancanza, la nostalgia della propria città, viene sublimato da un maggiore attaccamento alla sua più alta rappresentazione sportiva.
Vivendo a Milano scopro che questo affetto genuino a tratti morboso verso il Palermo viene visto con un occhio particolare dagli “indigeni”. Succede che il Palermo perde il derby con il catania, e in ufficio incontro in continuazione tifosi interisti e milanisti che mi vengono a cercare per sottolineare le brutte vicende della squadra rosanero. Il palermo vince e come per magia non ci sono, scompaiono.
Inizialmente pensavo fosse una specie di antipatia, diffidenza quasi livore. Poi ho capito che si tratta di invidia. Questo modo così genuino e “terrone” di tifare per la propria squadra, questo senso di appartenenza verso la propria città , questa “sicilianità” che solo un emigrante può sentire.
Questa nuova veste di “quasi ultra’” viene vissuta anche a Palermo.
Succede così che in un week end in cui “scendo” a Palermo e ci sarebbero tantissime cose da fare come visite ad amici, parenti e sbrigare faccende burocratiche, si riesce a trovare il tempo per andare allo stadio per vedere la partita del Palermo.
Quasi come un bambino guardo la partita dalla tribuna montepellegrino (gradinata) e scopro che il tifo per la squadra viene dalla sola curva degli ultra’, che in gradinata si preferisce passere il tempo a criticare un colpo di tacco di Pastore, piuttosto che a gioire delle splendide azioni di lui e degli altri attaccanti. Quasi ti guardano male se anche tu applaudi o segui i tifosi della curva che intonano dei cori: sembra quasi che dicano: “rilassati che mi stai disturbando”. Ops. Mi scusi.
Il Palermo vince 3-1, domina l’avversario, grande spettacolo in campo. Ma mi rimane dentro un briciolo di amarezza per tutti questi spettatori che vivono la partita con snobismo e senza la passione che invece ho avuto io.
Ripensandoci, prima che mi trasferissi a Milano, anche io ero in quella tribuna quasi anestetizzato a “guardare la partita”.
L’articolo è stato pubblicato il 28 Marzo 2010 col titolo Da tifoso rosanero a quasi ultra’. Esso non è più visibile in quanto xcitta.it non è più raggiungibile.
In vista della mia presenza alla trasmissione di oggi di quelli che… ho ritenuto interessante ripubblicarlo.

