il bimbo rosa

WARNING:Questo post è buonista
allontanatevi o voi cercatori di veleno

Un palermitano appena interessato al calcio, una volta emigrato al nord (leggi Milano), è, come scrissi qui, un quasi ultra’.

Un palermitano quasi ultra’ la cui squadra del cuore gioca la finale per vincere il suo primo trofeo DEVE partecipare all’evento.

Un palermitano quasi ultra’ che partecipa all’ E vento per la prima volta, diventa un bambino.

Ecco.

Un bambino.

Un bambino che va in gita nella più bella città d’Italia, va a trovare il Papa, gioca per le strade. Un bambino che accompagna tanti altri bambini (anche i propri figli ovvero bambini bambini) alla gita come lui. Un bambino che non vede l’ora di giocare insieme agli altri bambini che saranno come lui presenti alla festa e impaziente arriva tre, quattro, dodici ore prima dell’inizio.

Tifosi del Palermo a Roma in via OttavianoUn bambino col cuore palpitante, un bambino che vuole giocare, un bambino che si vuole divertire e si diverte.

Un bambino che alla fine piange.

Piange di gioia,   perché è bello essere bambini insieme ad altri bambini e fa festa, perché eventi di questo genere sono una festa, perché la squadra che ami ha dato tutto, ha giocato bene e meglio dell’altra, perché ha lottato, perché ci ha messo il cuore.

Piange di commozione, perché in questa Inter-Palermo 3-1 c’è la metafora della vita di noi Palermitani emigrati a Milano, che ci facciamo il sedere dal basso per poi lasciare il merito agli altri del Nord, di Milano, più bravi in questo .

Piange di orgoglio, perché al fischio finale solo i tifosi di una squadra gridavano e sventolavano le proprie bandiere, erano bambini che urlavano il nome della propria squadra e non erano certo i tifosi della squadra che ha vinto la partita, i grandi.

Già.

I grandi.
I grandi che hanno vinto la partita, i grandi arrivati 30 minuti dell’inizio prima perché: cosa ci vai a fare allo stadio due ore prima? La Partita inizia alle 21:00. L’obbiettivo è vincere. Ecco, sì, che bello dai,  perdiamo tempo in campo. Sì, gol. Bello. Dai che battiamo questi qui.

I grandi che si imbulliscono. I grandi che si sono già rotti le scatole di questa festa di bambini. I grandi che vengono al sodo. Che si bullano come Giovanni in tre uomini e una gamba della propria vittoria coi bambini.  Che godono, sadicamente, delle disgrazie altrui, che godono al pensiero di avergli rovinato la festa.

Ma i bambini non capiscono i grandi.
I bambini piangono. I grandi pensano che piangono perché gli hanno rovinato la festa.
I grandi non capiscono che i bambini piangono perché questa festa è talmente bella che non se ne vogliono andare più.

Grazie ragazzi.

Un bambino

2 Risposte a “il bimbo rosa”

  1. Simona Tudisco  on maggio 30th, 2011

    Eravate davvero un gran bel colpo d’occhio! Da brivido! GRAZIE BAMBINI! :)

  2. Domenico Caiolo  on giugno 4th, 2011

    Grande Vicio…hai centrato in pieno il civilissimo spirito di partecipazione del popolo rosanero in trasferta: la festa non finirà mai perchè sarà impossibile dimenticare quell’ atmosfera!!! Alla tua perfetta ‘fotografia’ aggiungerei la curiosità e la simpatia manifestata dai turisti che affollavano Roma in quel giorno … i ‘bambini’ li hanno travolti con il loro entusiasmo e le loro esuberanze verranno ricordate nelle foto sparse per il mondo!
    Anche al termine della partita…loro erano brutti, scuri e tristi… noi belli, solari e colorati !!!


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