Stefano e Mino
Stefano e Gugliemino sono stati beccati off records in questi dialoghi:



Ci ho pensato un po’ prima di decidermi a scrivere questo post.
E’ che non volevo scrivere il solito post trepidante di ringraziamento.
Non che non sia stato trepidante né che gli organizzatori non si meritino il ringraziamento.
Anzi.
Vabbé, almeno il ringraziamento lo faccio. È il minimo:
Grazie a Mitì, Blimunda, Confuso & Co. per l’organizzazione del Viadelcamp. Abbiamo mangiato bene, abbiamo svinazzato bene, le indicazioni erano perfette, i carruggi bellissimi e ci avete pure fatto trovare il sole. Grazie!
Detto ciò, il Viadelcamp mi giunge a fagiuolo per poter fare un bilancio. Un bilancio di vita da socialnetworker.
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Tempo fa lessi questo bellissimo post di Mitì Vigliero sul fumo e mi ha fatto ridere tanto.
Molto simpatico il modo di girare intorno ai problemi del fumo scherzandoci su.
Ma poi, fra me e me dico: poveri fumatori!
Perché avercela tanto con loro.? Hanno già i loro problemi (fumano) e noi non fumatori stiamo lì a rompergli le scatole?
Che poi se gli ricordi che il fumo fa male, tumori e bla bla bla, cosa vuoi che ti rispondano se non : ” Che palle, lo so che mi fa male. Che cavolo vuoi? Mica faccio male a te!“
Direbbe mia madre: “io manciu cipudda e a tia t’ abbruciano l’ uocchi!”
Infatti, non è che abbiano tutti i torti. Voglio dire, ognuno è libero di autoflagellarsi.
Che poi sì, è vero, il male se lo fan loro, ma quando i tumorazzi o la cancrena gli prenderanno gli organi a sessant’anni, se non prima, saranno i loro figli a doversi preoccupare e a gestire i loro malanni e non loro stessi che continueranno a fumare di nascosto.
Ma anche qui, in fin dei conti, potrebbero essere problemi non pertinenti. Anche chi non fa una dieta adeguata, chi non si controlla, chi trascura il colesterolo o sintomi del corpo si comporta in modo eguale, no? Si trascura.
Rimane, quindi, la vera unica cosa veramente fastidiosa dei fumatori:
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Ovvero: breve antropologia di qualche femmina da social network.
Stimolato dall’analisi di spacciatricedilemmi che in questo post prova, molto bene ma in modo incompleto, a spiegare il proprio punto di vista sul maschio da socialnetwork, provo a fare la mia analisi della femmina da social network praticante, che per brevità espositiva chiameremo fedasona [1].
Le categorizzazioni delle fedasona sono differenti a seconda che questa la faccia il maschio o la femmina.
La categorizzazione femminile è strettamente dipendente dalla percezione che la fedasona ha di se nei confronti delle altre, ovvero quanto lei pensa siano più carine/fighe/cesse le altre fedasona.
I pochi lettori di questo blog dovrebbero già sapere che il sottoscritto è un siculiano DOCGeP di Palermo capitale emigrato nel capoluogo meneghino per correr dietro ad uno stipendio certo; come direbbe mia madre: “nella pignata ci devo calare la pasta e non i complimenti o i crediti verso i datori di lavoro”.
Da buon terronese il periodo di ferie spesso coincide con un ritorno nella terra natìa a trovar madre, suoceri, a far visite ai parenti, giro dagli amici etc… ciò comporta una dose addizionale di stress che fa trasformare la vacanza in una continua organizzazione di cose da fare per accontentare tutti.
A questo stress, vanno aggiunte tutte quelle cose che si son sopportate per trent’anni come fossero piume e che all’improvviso la distanza ha reso insostenibili nella loro pesantezza:
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